Teatri di Confine 2025/26




Nell’Empolese Valdelsa uno spazio per il Teatro Contemporaneo che si occupa di formazione, produzione ed ospitalità. Ad Empoli, l’unico spazio teatrale gestito da un’Associazione ma a funzione pubblica, con attività in collaborazione con il Comune, associazioni del territorio, scuole dove si formano spettatori dai più piccoli agli adulti. Si realizzano laboratori teatrali e spettacoli per bambini, adolescenti, giovani, adulti, scuole, anziani, migranti, area del disagio (psichiatria; carcere). Si producono spettacoli teatrali che effettuano tournée nazionali. È presente uno staff di operatori, attori, registi che si occupano di progettazione di eventi, festival, percorsi formativi. È la sede di un’Agenzia Formativa accreditata dalla Regione Toscana. Il Minimal Teatro è un spazio aperto
• alle compagnie teatrali toscane e non che hanno necessità di un luogo dove poter sperimentare e creare le proprie opere, in questa stagione abbiamo ospitato ed ospiteremo in Residenza Piccola Compagnia Dammacco; Leonardo Brizzi e Claudio Cinelli, Gogmagog e Zaches Teatro.
• alle tante comunità del territorio: bambini, famiglie, anziani, giovani e studenti, associazioni
• alle collaborazioni con enti e associazioni che perseguono finalità artistiche, creative e sociali
• a tutti coloro che hanno voglia di fare e vedere teatro.


Il Teatro Excelsior è un teatro e cinema di Empoli, nato nel primo dopoguerra per iniziativa di Antonio Gazzeri. Inizialmente ideato solo come cinema, la struttura venne successivamente ampliata e dotata di palcoscenico. In questa forma è arrivata fino al 2000, salvo poi trasformarsi in un cinema multisala.
La nostra versione della Bella Addormentata ha un finale aperto che troverà la sua conclusione solo dopo la chiusura del sipario grazie a una missione che Pino, custode del Bosco e della vera e segreta storia della Principessa Addormentata, affiderà ai piccoli spettatori in platea.
Pino rivelerà al pubblico che Aurora la Principessa sta ancora dormendo ed è in grave pericolo a causa del Bosco che è diventato, nel nostro tempo, troppo piccolo e fragile per poterla nascondere e proteggere dalle malvage intenzioni della “Strega” Eclisse.
Per questo motivo Pino chiede alle bambine e ai bambini, veri principi e principesse di questa versione scenica della fiaba, di salvare la Principessa rivelando, raccontando a genitori, amici e parenti della situazione in cui versa Aurora. Raccontino la storia perché tutti ritrovino la memoria dell’importanza del bosco, chiedendo ovunque di seminare nuovi alberi e di curare maggiormente quelli esistenti perché la foresta tomi a essere un luogo sicuro per la Bella Addormentata fino al suo risveglio.
Il finale aperto è l’unica trasgressione narrativa della fiaba, trattata nel tempo da autori come Basile, Perrault, FIii Grimm, di questa nostra versione scenica, che mantiene per il resto i tratti essenziali, simbolici e tradizionali di questo grande racconto.
Lo spettacolo, dal punto di vista compositivo gode del lavoro di un’artista, Ines Cattabriga, che ci regala una composizione videoscenografica originale di grande suggestione e impatto. Per evocare i differenti luoghi scenici che attraversiamo durante il racconto, utilizza, combinandoli fra loro vari stili e tecniche: il disegno in diretta sulla sabbia, la grafica digitale in tempo reale e l’animazione a vista di figure e silhouette di cartone. Disegni scenografici che per tutto lo spettacolo evocano con sorprendente intensità i luoghi, le atmosfere, i personaggi evocati dalla fiaba. Segni, colori, immagini che dialogano costantemente con il corpo e la voce dell’attore moltiplicando le sue capacità espressive.
drammaturgia
Renzo Boldrini
con
Tommaso Taddei e Ines Cattabriga
composizione videoscenografica dal vivo con tecniche digitali e sand art
Ines Cattabriga
audio e luci
Roberto Bonfanti
tecnica utilizzata
attore, immagini dal vivo e sand art
fascia d’età
dai 6 anni
foto di scena
Sanzio Fusconi
Due amiche, Sara e Amelia, si ritrovano a fare i conti con un grande scatolone, pieno di oggetti all’apparenza superflui. Amelia vorrebbe liberarsi di tutto e fare spazio; per Sara, invece, quelle cose sono importantissime e proprio non vuole disfarsene. La domanda è sempre la stessa: questo lo buttiamo o lo teniamo? Saranno gli oggetti stessi a dare la soluzione. Come? Raccontandosi.
Infatti le cose non sempre sono solo cose, ma a volte si rivelano piene di vita, con una propria anima, una storia, una memoria e capita che ci sorprendano, per quello che possono ancora diventare. É così che da una semplice scatola nascono personaggi, racconti, giochi e piccole magie che sorprendono le due amiche, rafforzando il loro legame e coinvolgendo sempre di più il pubblico, che sul finale diventa protagonista insieme a loro.
Le cose dormono, sognano piccoli sogni e si svegliano.
A volte si mettono persino a parlare
ed è una lingua che sembra un ronzio o un battito di ciglia.
Per questo nella casa c’è un segreto.
Maria Josè Ferranda
di e con
Alice Bachi e Silvia Grande
tecnica utilizzata
narrazione e oggetti
fascia d’età
dai 4 anni
foto di scena
Sanzio Fusconi
Arturo e Noè, sono due personaggi ispirati, molto liberamente, agli Omini omonimi descritti da Gianni Rodari nelle sue straordinarie filastrocche.
Da quei testi Renzo Boldrini prende spunto, pur con grande rispetto per il grande maestro di Omegna, per inventare due storie originali, che consentono a Giallo Mare Minimal Teatro di mischiare gioiosamente sulla scena recitazione, figure e disegni animati, suoni e colori in un’unica partitura per dialogare, speriamo con incisività, in modo attivo e concreto con l’ascolto e lo sguardo delle bambine e dei bambini cercando di amplificarne le potenzialità visionarie e immaginifiche. Le due storie si susseguono in un unico modulo narrativo agito in uno spazio di rappresentazione che pone la bravissima attrice, Alice Bachi, al centro di due differenti spazi di video proiezione animati da Ines Cattabriga, artista multimediale che trasforma i disegni dell’artista visiva Daria Paletti, in segni e scenografie interagenti con la recitazione. L’Omino dei Sogni è Arturo che dal suo grande sacco seleziona i sogni adatti a colorare il buio, scegliendone uno grande per Saverio che ha paura del lupo o Tito che in genere non ha molto appetito o Leonardo campione della bugia. Ogni notte tutti i bambini, i più piccoli o i più esperti, aspettano, statene certi, per sognare insieme ad occhi aperti. L’Omino delle Nuvole è Noè, e trasporta il pubblico in un mondo così antico che tutto era bambino, piccino, tanto che il pollo al massimo era un pulcino e la torta era grande come un pasticcino.
Una storia dove essendoci Noè, c’è anche un gran temporale ma anche un arca di bambini, chi bruno, chi biondo, che con gran fantasia salvarono il mondo.
liberamente tratto dall’opera omonima di Gianni Rodari
drammaturgia e regia
Renzo Boldrini
con
Alice Bachi
illustrazioni
Daria Palotti
elaborazioni e animazioni digitale
Ines Cattabriga
luci e audio
Roberto Bonfanti
tecnica utilizzata
attore e immagini dal vivo
fascia d’età
dai 4 anni
foto di scena
Sanzio Fusconi
SE CHIUDI GLI OCCHI SE CHIUDI GLI OCCHI, è uno spettacolo di narrazione che unisce immagini, suoni e poesia.
Al centro c’è il disegno dal vivo: un’artista visiva, attraverso l’uso del tablet, dà vita a illustrazioni che vengono proiettate in tempo reale, trasformandosi davanti agli occhi del pubblico in una scenografia fluida e in continua mutazione. Questa dimensione visiva, che si genera istante dopo istante, diventa compagna e interlocutrice dell’attrice in scena, offrendo ai piccoli spettatori la possibilità di assistere a un racconto che non è mai uguale a sé stesso, ma che si modella seguendo il ritmo dell’azione e della narrazione.
Lo spettacolo invita i bambini a compiere un viaggio delicato e visionario che affronta con leggerezza e profondità il tema del rispetto per il mondo. Gli insetti e i piccoli animali diventano protagonisti. Protagonisti divertenti e vivaci che nascono sotto gli occhi del pubblico in un dialogo tra attrice- narratrice e artista visiva.
La dimensione sonora è affidata all’uso di strumenti primitivi suonati dal vivo: tamburi, sonagli, pietre, oggetti semplici e arcaici che evocano paesaggi acustici antichi e universali. Questi suoni, essenziali e profondi, dialogano con i tratti grafici proiettati, dando corpo a una drammaturgia che è insieme visiva e musicale, fatta di colori, parole, suoni e segni. L’incontro tra la narrazione, il suono e il disegno dal vivo genera così un’esperienza, ci auguriamo, in grado di stimolare immaginazione, attenzione e sensibilità nei bambini. I lati divertenti , comici e teneri che scaturiscono dal disegno realizzato dal vivo con tutte le possibili imperfezioni e dal rapporto in diretta tra disegnatrice attrice e personaggi, contribuiscono a catturare l’attenzione dei piccoli spettatori e a renderli partecipi.
SE CHIUDI GLI OCCHI è uno spettacolo che si rivolge ai più piccoli, ma che tocca corde universali. È un momento di ascolto e meraviglia condivisa, un tempo sospeso in cui teatro, arti visive e suono si intrecciano per raccontare, con semplicità e delicatezza, l’urgenza di rispettare il mondo e le creature che lo abitano.
di e con
Vania Pucci e Ines Cattabriga
tecnica utilizzata
narrazione, immagini dal vivo
fascia d’età
dai 2 anni
PINA è un’ape che si è persa ed è entrata per caso in teatro. Ha perso l’orientamento a causa di un mostro che si presenta come una nube di polvere e ruba i ricordi. E’ un mostro terribile che mangia erba, alberi, piante e lascia solo terra brulla. La piccola ape deve imparare di nuovo tutto: dove si trovano i fiori. .. che il rospo vuol mangiarla … che la pioggia bagna le ali. ..
Attraverso un viaggio molto avventuroso ritroverà il suo alveare aiutata dall’attrice.
Una storia semplice rivolta ai piccoli, storia di animali, fiori e relazioni. Si pone l’attenzione sul lavoro di piccoli animali come le api, la loro vita che diventa fondamentale per la vita della terra e per la nostra esistenza.
Un’attrice, il disegno dal vivo con la lavagna luminosa e la computer grafica insieme a suoni, rumori, musica e poche parole raccontano quanto tutti sono necessari l’uno all’altro.
Un’attenzione necessaria anche da parte dei bambini per il mondo circostante, la natura, la biodiversità, la catena alimentare, tutto ciò che riguarda la vita.
Le disegnatrici preparano l’ambiente dove la storia si svolge e dove l’attrice si muove come in un albo illustrato, pagina dopo pagina
drammaturgia e regia
Vania Pucci
con
Vania Pucci e Adriana Zamboni
animazioni digitale e progettazione multimediale
Ines Cattabriga
tecnica utilizzata
attore e immagini dal vivo
fascia d’età
dai 3 anni
foto di scena
Sanzio Fusconi
Dall’incontro tra Giallo Mare Minimal Teatro e La luna nel letto nasce una coproduzione per il Teatro Ragazzi che si ispira alla fiaba Vassilissa e la Baba Jaga, elaborazione russa dell’archetipo di Cenerentola. Lo spettacolo ci racconta la storia di una bambola che passa da una madre a sua figlia come simbolo di protezione, riproponendo simbolicamente la struttura della matrioska: “Ogni volta che avrai bisogno di aiuto, dai da mangiare a questa bambola e lei ti aiuterà”. Parole semplici e delicate che celano forza, incanto e verità. La storia si dipana grazie all’intuito, alla sagacia e al coraggio messi in campo dalla piccola Vassilissa, dalla sua bambolina al cospetto della strega cattiva, che in realtà si rivela un personaggio importante per la crescita della bambina. La storia racchiude in sé temi universali: intuizione, trasformazione, coraggio e saggezza: la profondità della fiaba contiene tutta la complessità della vita e continua a parlarci ancora oggi. In scena si intrecciano narrazione, musica, teatro di figura e scenografie in movimento, offrendo un’esperienza completa e immersiva, grazie alla maestria di: Vania Pucci, che restituisce con naturalezza e profondità le figure archetipiche della madre e della strega Roberta Carrieri, cantautrice, attrice e ventriloqua, che unisce canto, narrazione e l’arte del teatro di figura, dando vita a pupazzi e bambole. La regia e le scenografie visionarie di Michelangelo Campanale trasportano gli spettatori in un mondo immaginifico che si dispiega come un grande libro illustrato, grazie anche alla cura dei movimenti del coreografo Vito Cassano.
una coproduzione Giallo Mare Minimal Teatro
e La luna nel letto
con
Vania Pucci e Roberta Carrieri
testi, regia, scene e luci
Michelangelo Campanale
musiche originali e ventriloquismo
Roberta Carrieri
tecnico di scena
Saverio Bartoli
cura del movimento
Vito Cassano
costumi, costruzione delle bambole e assistente alla regia
Maria Pascale
costruzione bambola Vassilissa
Marco Lucci
Età consigliata
dai 6 anni
Durata: 50’
foto di scena
Sanzio Fusconi
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Il Teatro Excelsior è un teatro e cinema di Empoli, nato nel primo dopoguerra per iniziativa di Antonio Gazzeri. Inizialmente ideato solo come cinema, la struttura venne successivamente ampliata e dotata di palcoscenico. In questa forma è arrivata fino al 2000, salvo poi trasformarsi in un cinema multisala.