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MERCOLEDÌ 21 MARZO – ORE 9:00


conme
RIDOTTO ORE 9:00
CON ME IN PARADISO
Produzione Teatro Periferico
Testo di Mario Bianchi
Drammaturgia di Dario Villa
Regia di Paola Manfredi
Dai 14 anni

Con me in Paradiso sviluppa due storie parallele. La prima è il racconto di due moderni “ladroni”, un uomo bianco, padrone di una ex fabbrica, e un extracomunitario, entrambi in fuga dalla polizia, anche a un certo punto si ritrovano a tu per tu con un personaggio a loro sconosciuto, Gesù, anch’egli inseguito da una folla inferocita.
La seconda è la storia vera del gruppo di lavoro che si è creato attorno alla messa in scena del copione omonimo: gli attori di Teatro Periferico e alcuni richiedenti asilo provenienti da Senegal, Guinea Conakry e Niger. Partendo dal testo di Mario Bianchi, il lavoro si è intrecciato man mano con il vissuto dei partecipanti al laboratorio. Così, alla finzione della vicenda si è andata sovrapponendo la vita reale: tutto è entrato a far parte della drammaturgia, perfino le accese discussioni sulla religione, le differenze di veduta sul rapporto uomo‐donna, le tensioni legate all’attesa di un permesso che non arriva mai … A far da filo conduttore, l’episodio dell’incontro tra Gesù e Zaccheo raccontato nel Vangelo di Luca: entrato Gesù a Gerico, Zaccheo desidera vederlo. Essendo piccolo di statura pensa bene di salire su un sicomoro. Quando Gesù giunge sotto l’albero, si ferma e dice: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. Anche Con me in Paradiso racconta la storia di un incontro e di un’amicizia, quella tra gli attori e i migranti.


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SALA GRANDE ORE 10:30
FIABE GIAPPONESI
Concezione Chiara Guidi
Direzione di Chiara Guidi e Vito Matera
Con Chiara Guidi e con Francesco Dell’Accio, Francesca Di Serio, Vito Matera
Produzione Societas
Dai 7 anni

Chiara Guidi ha scelto tre fiabe dell’antica tradizione giapponese e le ha inserite in una rappresentazione che vede i bambini partecipare in prima persona: alcuni sono invitati con lei in scena –a terra, intorno a un basso tavolo posto al centro di una stanza – a eseguire un preciso lavoro, altri, seduti in platea, vengono sollecitati, attraverso domande, a un dialogo “filosofico” che intercala i racconti. Tra platea e palco tutti i bambini, dunque, sono dentro lo spettacolo, e guidati dalla Narratrice sperimentano in prima persona lo statuto di rappresentazione proprio come fanno nel gioco, dove, insieme a altri coetanei, esperiscono il “sentire” più profondo della realtà.
Mentre la narratrice racconta,dietro le pareti diafane della stanza, all’improvviso la luce affiora e si intravedono ombre, figure geometriche di diversi colori che si sovrappongono, come voci vaghe evocate dalle storie. Le immagini appaiono e con la stessa ineluttabilità scompaiono mentre i personaggi delle storie, trasgredendo la regola Non aprire!e infrangendo il vincolo del segreto, perdono tutto quello che avevano ricevuto in dono ritrovando la loro condizione iniziale di povertà.
La trama delle fiabe giapponesi raccontate nella calma luce del crepuscolo sono state scelte perché non hanno il lieto fine-a differenza di quelle classiche della nostra tradizione.
Alla fine rimane solo il Vuoto e il protagonista si ritrova sempre là dove la storia era incominciata.
“Dunque non succede nulla? Davvero non è avvenuto nulla? Il vuoto e in nulla sono la stessa cosa? Oppure nel vuoto e nel nulla, il Vuoto e il Nulla hanno una forma che li caratterizza?Come si fa a vederla? Occorre stare fermi e ascoltare mentre i lati della stanza si riempiono di immagini luminose che vibrano e passano. Da dove vengono, dove vanno?
Davvero non ho visto nulla? Oppure ciò che ho visto prima arricchisce ciò che rimane dopo e quindi il dopo è più ricco di prima?
Durante lo spettacolo la Narratrice pone domande ai bambini sul Nulla e sul Vuoto, li interroga per dare voce a quei molteplici livelli di realtà che solitamente una forma comporta e di cui la cultura infantile, vicina all’origine delle cose, sa vedere il fondo “contraddittorio”.
I bambini – che con la forza del gioco sanno scavare il visibile, possono dare risposte a domande che mescolano mondi diversi , con quella naturale tensione a non accontentarsi della realtà. Abbiamo bisogno della cultura infantile – e di sperimentare una verità più profonda –per vedere ciò che non c’è, per aprirci a un mondo e per aprire un mondo.
L’arte del raccontare è la sola in grado di creare un rapporto reciproco e lontano dal cliché che vede i bambini “assistiti” e gli adulti “assistenti”. Nel racconto, i bambini sono veramente con gli adulti, perché in colui che recita e in colui che ascolta c’è quella tacita forza in potenza che permette al linguaggio di superare l’incapacità di dire il vuoto, portando la mente a toccarlo.
Il racconto giapponese cerca di vedere il vuoto in azione, un vuoto disponibile, che indica una via,quando il sole calante rende vaghe e indistinte le figure producendo ombre misteriose che possono rivelare l’interno delle cose.
Chiara Guidi


alice_scatola
RIDOTTO ORE 14:00
ALICE NELLA SCATOLA DELLE MERAVIGLIE (Anteprima)
di e con Valeria Muccioli, Clio Gaudenzio, Vincenzo Pedata
Produzione Le Meccaniche Semplici
(Vincitore Premio Otello Sarzi)
Dai 5 anni

“È sera, Alice deve andare a dormire ma non ne ha voglia. È troppo grande per avere sonno a quell’ora, ma piccola per uscire da sola. E così nella sua stanza, giocando la nostra giovane protagonista entra nel mondo dei suoi sogni e della sua fantasia, svelandoci l’inevitabile confusione che crea il passaggio in atto tra le percezioni di bimba e quelle di ragazza.
Nel suo sonno il Cappellaio Matto e lo Stregatto l’attendono impazienti per iniziare il loro “lavoro”… Fra immaginazione e realtà lo spettacolo ruota attorno alle trasformazioni di una “scatola”, la scenografia, che rivela spazi e atmosfere multiformi davanti agli occhi dei giovani spettatori: un gioco, che, nell’atto stesso di mostrare ironicamente le “finzioni” del teatro, crea le cornici tra sogno e coscienza delle avventure di Alice, la quale si ritrova catapultata da una situazione all’atra, in un universo curioso, imprevedibile e cangiante un mondo che non è mai fermo e che le sembra incomprensibile!”.


EX ORATORIO DI SAN CARLO ORE 15:00 – 17:00
COSTELLAZIONE FESTIVAL
Incontro di confronto tra Assitej e Unima sul panorama dei festival italiani di Teatro Ragazzi e di Figura in occasione della World Performance Week.

FOYER DEL TEATRO ORE 18:30
LO SPETTATORE DI CARTA
Presentazione delle due collane Trame su Misura e Teatro e Musica da giocare – ETS Edizioni
a cura di Renzo Boldrini

Due collane rivolte a ragazzi, insegnanti e genitori intesi come lettori attivi che non solo incontrano personaggi e temi ma possono rimetterli in gioco tramite ipotesi creative, teatrali, musicali e multimediali perché i lettori possono a loro modo leggere a voce alta, raccontare queste storie a casa e a scuola.
E del libro
Quanto dista il teatro? Un’indagine sociopoetica tra spettatori e non spettatori a Parma
a cura di Roberta Gandolfi – Ed. Titivillus Mostre editoria

Questo libro, realizzato da Teatro delle Briciole e Università di Parma, ha natura polifonica: racconta una ricerca svolta a Parma, che raccoglie valori e disvalori, giudizi e pregiudizi che nutrono l’immaginario contemporaneo riguardo all’arte della scena ; registra e restituisce come un sismografo le voci raccolte, e le mette a confronto con il “dèmone del pubblico” che abita chi il teatro lo fa, lo produce, lo cura e lo promuove.
Il libro sarà presentato da Roberta Gandolfi e Flavia Armenzoni


SACCHIDISABBIA
SPAZIO ESPOSITIVO TEATRO DEL POPOLO ORE 19:30, ORE 20.15 E ORE 21.00
SSHHHH! POP-UP TEATRALI
Produzione Sacchi di Sabbia
Spettatori max 20 a performance

Il libro pop-up è stato un elemento ricorrente nella ricerca teatrale dei Sacchi di Sabbia degli ultimi dieci anni. SSSHHH… è il primo, silente tentativo di raccontare questo percorso: una selezione di libri – costruiti per lo più per performance site specific o per spettacoli mai realizzati – saranno sfogliati dagli attori della compagnia, offrendo al visitatore una sorta di docu-film artigianale su alcune delle tappe più significative di questa ricerca.


cortidicarta
RIDOTTO ORE 22:00
CORTI DI CARTA
#1 La lettera sbagliata
#2 Il quotidiano
#3 Breve storia di un impiegato
Di Riccardo Reina
Con la partecipazione di Jessica Graiani
collaborazione Dario Andreoli, Lorenzo Donadei, Yele Canali
Una creazione del Teatro delle Briciole

Scoperta e custodita gelosamente in Cina, ma conosciuta indipendentemente dai Maya, diffusasi in Europa attraverso gli Arabi, insieme all’invenzione della stampa la carta ha contrassegnato lo sviluppo storico dal Rinascimento alla rivoluzione industriale, fino ai giorni nostri.
Dalla carta geografica alla carta moneta, dalla carta costituzionale alle carte da gioco, dalla carta igienica alla carta patinata, questo materiale ha dato forma all’umana civiltà in tutti i suoi aspetti.
Oggi forse assistiamo all’inizio della sua scomparsa, mentre viene progressivamente sostituita da tecnologie immateriali, sempre più trasparenti.
Che si stia dissolvendo anche l’immagine dell’uomo così come la conosciamo?
Da questa suggestione scaturiscono tre corti teatrali, che impiegando diverse tecniche del teatro di figura si sviluppano come fugaci esplorazioni di un materiale così versatile da essere suscettibile di infiniti usi, allo stesso tempo effimero quanto sorprendentemente resistente, tanto da essere divenuto il sostengo fondamentale della nostra cultura, il supporto insostituibile – almeno fino ad oggi – cui affidare la nostra labile memoria.
Ma cosa potrebbe accadere se la carta, da semplice supporto delle parole e delle immagini con cui costantemente la occultiamo, si ribellasse al loro significato già tracciato per diventare la protagoni-sta della nostra sognante immaginazione?


Ore 23.00 “Si tira tardi” note musicali e due chiacchiere prima della buonanotte


GIOVEDÌ 22 MARZO – ORE 9:00


amletino
RIDOTTO ORE 9:00
AMLETINO (Anteprima)
Regia e Drammaturgia Simone Martini
Con Luca Avagliano, Alessio Martinoli e Simone Martini
Produzione Kanterstrasse
Dagli 8 anni

È possibile raccontare una tragedia shakespeariana ai più piccoli e affrontare con loro temi filosofici quali il potere, la legge, la morte? Il nostro lavoro vuole ribadire l’importanza di confrontarsi con pensieri e parole alte già dalla piccola età. Amletino è un viaggio dentro l’opera più celebre dell’immortale poeta e drammaturgo inglese, una riscrittura poetica e ironica di un classico, realizzata in comunione e stretta relazione con l’immaginario dell’artista e illustratore Andrea Rauch che ha disegnato per l’occasione una serie originale di tavole.
La nostra intenzione è quella di avvicinare i giovanissimi alla visione di Amleto, agli appassionanti intrecci, ai personaggi, ai complessi significati, superando nello stesso tempo le difficoltà della lunghezza e dell’elaborato linguaggio in versi.


regina
SALA GRANDE ORE 10:30
LA REGINA DELLE NEVI, BATTAGLIA FINALE (Studio)
Di Renzo Boldrini, Michelangelo Campanale
Regia, scene, luci, disegni di scena e scelte musicali Michelangelo Campanale
con Alice Bachi
Produzione Giallo Mare Minimal Teatro
7/11 anni

La Regina delle Nevi è una celeberrima fiaba di C. Andersen ed ha come protagoniste assolute due figure femminili: la sovrana che con i suoi poteri strega gli umani riducendoli ad automi privi di memoria e dei sentimenti più preziosi e Gerda, una bambina che con straordinario coraggio affronta mille peripezie per liberare il suo amico Kay, prigioniero nella reggia dei ghiacci della Regina delle Nevi. Questo è lo sfondo sul quale, come in un gioco narrativo di specchi s’innesta la storia di Margherita, una ragazza che da bambina, insieme al suo amico del cuore Giacomo, amava ascoltare la favola della gelida Regina dalla viva voce della nonna.
Margherita non ha mai dimenticato né quei giorni, né quella favola. Lei come Gerda ha perduto il suo amico Giacomo ma al contrario della bambina del racconto non ha mai trovato il coraggio necessario per affrontare e sconfiggere le sue paure più intime e dare quindi un “lieto fine” anche alla sua storia personale. Grazie ad un sogno Margherita, ormai adulta, sente la necessità di tornare, dopo molto tempo nella casa della nonna, nel luogo dove con Giacomo ascoltava la storia di Kay e Gerda. Margherita riscopre quindi quei luoghi che hanno segnato la propria infanzia trovando con gioia il luogo che amava di più: l’armadio dove si rifugiava a fantasticare dopo aver ascoltato la favola della Regina delle Nevi. Un armadio con al centro uno specchio, per lei magico, anche se certamente diverso da quello stregato che la Regina dei Ghiacci usa per incantare lo sguardo delle sue vittime. L’armadio, ancora una volta, come quando era bambina, si trasforma per Margherita in una porta che le permette di mettere in relazione favola e realtà, passato e presente, permettendole di fare un viaggio fantastico, quanto quello di Gerda nella fiaba. Margherita finalmente affronta e supera le sue paure più intime, e sconfiggendo la Regina delle Nevi può divenire davvero “grande”. Dal punto di vista scenico Margherita compie un grande viaggio pur restando all’interno di una stanza della vecchia casa della nonna ma che, grazie agli artifici scenotecnici ed illuminotecnici e le proiezioni di immagini in 3D, si trasforma concretamente, poeticamente, in differenti scenari: steppa sconfinata, distese marine, notti misteriose, serre fiorite ed infine nel campo di battaglia per lo scontro finale fra Margherita e la Regina delle Nevi. Lo spettacolo giocando con la storia di Andersen e quella di Margherita moltiplica i piani narrativi e simbolici ed offre tangibilmente allo spettatore bambino una prospettiva inusuale, poetica del tempo.
Per dirla con Shakespeare: il tempo è lento per coloro che aspettano, molto veloce per quelli che hanno paura, molto lungo per chi si lamenta, molto breve per quelli che festeggiano, e per tutti quelli che amano è l’eternità. Il racconto di Margherita/Gerda attraversa tutte queste declinazioni emotive del tempo, soprattutto vivendole, insieme ai ragazzi spettatori, come desiderio e contemporaneamente paura di diventare grandi. Lo spettacolo ha un’altra e non meno significativa chiave di lettura legata ai poteri dello specchio stregato, con il quale inizia la favola del grande autore danese. E’ uno specchio che altera, inganna lo sguardo degli uomini cambiando il loro modo di vedere il mondo. Un tema di straordinaria importanza per uno spettacolo che si rivolge anche ai più giovani. Si pensi infatti all’utilizzo continuo che i ragazzi fanno degli infiniti specchi/schermi con i quali i ragazzi, i nativi digitali, formano il loro alfabeto comunicativo nel quale il confine fra reale e virtuale è sempre più labile. Un aspetto che la messa in scena intende sottolineare, giocando visivamente poeticamente con la produzione digitale dell’immaginario multimediale destinato alle nuove generazioni. Una composizione scenica e scenografica che nello spettacolo fonde la realtà del corpo dell’attore e la virtualità delle immagini proiettate. Una tecnica, che oltre al suo significato più propriamente scenografico, intende suggerire ai ragazzi che “l’illusione digitale” non va considerata uno “specchio stregato”, inserito nei telefonini e nei dispositivi multimediali, dei quali essere succubi e guidati nella scoperta del mondo. Al contrario, si vuole mostrare come il digitale, il virtuale, è solo una tecnica, un “incanto” da mettere al servizio dei nostri giochi, in questo specifico caso quello teatrale. Il virtuale, quindi, non come una magia da subire ma solo uno strumento a nostro servizio per rafforzare la più potente ed insuperabile tecnologia esistente: la propria fantasia.


SCENAMADRE
RIDOTTO ORE 14,00
COMPITI A CASA
Di Marta Abate e Michelangelo Frola
Regia e luci Michelangelo Frola
con Marta Abate e Michele Moretti
Produzione ScenaMadre – Gli Scarti
7/11 anni

Due ragazzi alle prese con l’imminente separazione di mamma e papà e il trasferimento in un’altra casa insieme ad uno dei due genitori. Cosa passa nella testa di due ragazzini di fronte ad un evento del genere? Una poetica e tenera ostinazione li spingerà alla ricerca di una curiosa soluzione. La storia di un’insolita ribellione al grigiore del mondo degli adulti.
“Dopo La stanza dei giochi (Premio Scenario Infanzia 2014) sentivamo il bisogno di continuare ad esplorare il mondo delle relazioni umane all’interno delle pareti domestiche. Abbiamo quindi continuato ed ampliato la nostra ricerca di spunti letterari, musicali e cinematografici che potessero aiutarci a esprimere al meglio la complessità e la fragilità dei rapporti familiari.
Tra le tante suggestioni raccolte, ci ha colpito particolarmente La luz es come el agua, un breve racconto molto poetico di Gabriel García Márquez. Allo stesso tempo il materiale raccolto nei nostri laboratori con bambini e adolescenti ha contribuito a delineare in modo sempre più preciso un’idea drammaturgica potenzialmente molto ricca: la storia di due ragazzini spinti dall’energia dirompente e caotica tipica della loro età che tentano di arginare il naufragio dei loro genitori e di conseguenza di tutta la famiglia.
Sappiamo che per un bambino/adolescente la separazione di mamma e papà è sempre un momento delicato e difficile, uno spartiacque tra l’idea di mondo dei bambini e la realtà degli adulti. Il nostro spettacolo vuole essere un messaggio ─ per quanto possibile non banale ─ di speranza.”


TEATRO DEL POPOLO ORE 15:00 – 17:00
IL TEATRO CHE VERRÀ
presentazioni di progetti produttivi in gestazione
Zaches – CAPPUCCETTO ROSSO
Teatro Giocovita – IL PIÙ FURBO
Quintoequilibrio – (UNA) REGINA
Giallo Mare Minimal Teatro – KORE
Riserva Canini – NON HO L’ETÀ


riserva_canini
MINIMAL TEATRO ORE 21,00
IL MIO COMPLEANNO (Prima Nazionale)
uno spettacolo immaginato e creato da Marco Ferro
con la complicità di Valeria Sacco
invenzione, composizione, disegno e drammaturgia del suono Stefano De Ponti
collaborazione tecnica e realizzazione scenotecnica Matteo Lainati
con Marco Ferro e Stefano De Ponti
col sostegno di Festival Teatro tra le Generazioni (Empoli); Festival Impertinente (Parma);
AstiTeatro e Spazio Kor (Asti); Straligut (Siena); Phoebe Zeitgeist e Scorta Marosi (Milano).

“Il mio compleanno” è un progetto performativo che coniuga il linguaggio dell’immagine animata attraverso il teatro d’ombre e la proiezione di sagome e acetati, con la sonorizzazione in versione live. Il lavoro prende le mosse dall’esperienza dell’ “emicrania con aurea” – una particolare forma di emicrania che si manifesta attraverso una distorsione del campo visivo e percettivo, a cui Oliver Sacks ha dedicato un importante saggio a cui lo spettacolo si ispira (“Migraine”).
A partire da questo episodio, che vede protagonista un giovane trentenne, il racconto intreccia vari piani – dall’ autobiografico all’onirico- che intendono offrire un affresco sui desideri, i tormenti e le fragilità dell’epoca che stiamo vivendo.


Ore 23.00 “Si tira tardi” note musicali e due chiacchiere prima della buonanotte


VENERDÌ 23 MARZO – ORE 9:00


streghe
RIDOTTO ORE 9:00
STREGHE (Anteprima)
Di Roal Dahl
Testo e Regia Pino di Bello
con Naya Dedemailan
Produzione Anfiteatro
7-12 anni

Cosa si può chiedere di più a una storia che oltre a far tremare di paura nello stesso momento in cui ti stai sbellicando dalle risate, ti commuove fino alle lacrime? Niente! Infatti la vera magia di questo spettacolo sono le pagine di Roald Dahl alle quali si ispira, per raccontare una storia ricca di emozioni e di spunti di riflessione a partire da come le apparenze dicano poco o niente della sostanza delle cose. Lo spettacolo narra la storia di una bambina orfana che vive con una nonna molto speciale in un luogo dove le leggende si fondono spesso con la realtà. Dai racconti della nonna la bambina impara tutto quello che c’è da sapere sulle streghe, su come riconoscerle e naturalmente su come difendersi. Casualmente, durante una vacanza, la bambina scopre che nel suo albergo le streghe tengono un convegno per pianificare un terribile progetto: con una pozione vogliono trasformare tutti i bambini in topi. Ma sarà proprio la bambina, pur trasformata in topo, a salvare il mondo dell’infanzia dal piano delle streghe, usando contro di esse la loro stessa pozione che le trasformerà in topi. La condivisione fra la nonna e la nipotina topolino diventa complicità, adattamento e accettazione, e pur continuando a regalare momenti esilaranti, commuove per il rispetto e l’amore che si allarga verso ogni forma di vita. Anche quella più discutibile. Tutti i personaggi della storia sono evocati dalla recitazione poliedrica della narratrice in un ritmo incalzante sempre tesa a restituire le emozioni del racconto.


streghe
SALA GRANDE ORE 10:30
MIGNOLINA
Drammaturgia e Regia Ketti Grunchi
Con Aurora Candelli, Francesca Bellini e Julio Escamilla
Produzione La Piccionaia
3-7 anni

In questa storia c’è una signora che vuole avere una bambina tutta sua. Così fa un buco nella terra e ci mette dentro un seme magico. E una mattina spunta un fiore. Dentro c’è una bambina. Piccola. Come…un ditino! E la chiamano Mignolina.
“Nina, non salire in groppa alle formiche! Nina, non riempirti la bocca di briciole! Nina, presto, sali sulla tavola, altrimenti qualcuno ti pesterà!” E poi…Nina è così piccola che può entrare dentro ai buchi! I buchi dei bottoni… i buchi del formaggio con i buchi…i buchi del naso … i buchi neri!!!!” “Ninaaaaa…Ninaaaaa…Ninaaaaa!!!!!!” Chiama la mamma, per tutto il giorno. Ma Nina, nascosta dentro i buchi, sogna… Sogna un mondo di piccole cose, di piccoli uomini e di piccole donne che, come lei, possano giocare con le formiche e che, come lei, possano riempirsi la bocca con una briciola…
Lo spettacolo racconta la storia di Mignolina, che Andersen inventò per una sua amica…piccola e di salute cagionevole. E come tutte le sue storie, parla di diversità, di un mondo troppo grande, di un tavolo troppo alto, di persone troppo adulte. Di un viaggio alla ricerca di qualcuno di uguale, di piccolo e sorridente, di gentile e bellissimo.
Tre giovani attori interpretano via via tutti i personaggi, in una dimensione onirica e surreale, con divertimento e in relazione di gioco, tra di loro e con il pubblico.


digiunando
RIDOTTO ORE 14:00
DIGIUNANDO DAVANTI AL MARE
Un progetto di Giuseppe Semeraro
Drammaturgia Francesco Niccolini
Regia Fabrizio Saccomanno
Con Giuseppe Semeraro
Produzione Principio Attivo Teatro
Dai 14 anni

La figura di Danilo Dolci sfugge a qualsiasi tentativo di classificazione: poeta, intellettuale, pedagogo. Dopo un breve viaggio in Sicilia decide di ritornarci e di mettersi al fianco degli ultimi, dei diseredati, dei banditi come li chiamava lui stesso. Negli anni cinquanta organizza e promuove tantissime manifestazioni e scioperi in difesa dei diritti dei contadini, dei pescatori, dei disoccupati. Il suo attivismo gli valse due candidature a premio Nobel per la pace e il riconoscimento a livello internazionale del suo operare. Sempre in quegli anni con i contadini progetta e realizza una radio clandestina, un asilo, una diga, l’Università popolare insieme a tanti progetti culturali. Quello che più mi interessa in questa figura sono le sue qualità umane, il suo grande potere comunicativo e soprattutto la fiducia che sapeva spargere attorno a sé. Qualità che gli permisero di creare un grande movimento popolare che sfociò nel grande “Sciopero alla rovescia”; manifestazione che rivendicava il fatto che dei disoccupati per protesta andavano a lavorare rendendosi utili in lavori per la collettività. Danilo Dolci voleva, con i disoccupati Siciliani, ricordare all’Italia intera che per la Costituzione Italiana il lavoro è un diritto ma anche un dovere se questo lavoro ha un’utilità pubblica. Durante la manifestazione Danilo Dolci fu arrestato assieme ad alcuni collaboratori, ne segui un processo che segnò un profondo spartiacque nell’Italia del dopoguerra. Dalle vicende umane di questo gigante dimenticato abbiamo creato un pezzo teatrale che tenta non solo di raccontarne i momenti più importanti ma di evocarli con il corpo nudo del teatro.


EX ORATORIO DI SAN CARLO ORE 15:00
PLANETARIUM
Di cosa parliamo quando parliamo di Teatro Ragazzi oggi?
Incontro su critica e scena/platea delle nuove generazioni. In collaborazione con Festival Segnali e Maggio all’Infanzia.

Nel marzo 2017 proprio a Castelfiorentino ci fu la prima tappa del percorso-progetto Planetarium creatosi grazie alla collaborazione fra i festival e una rete di operatori attivi nella pratica della critica teatrale quali Altre Velocità, Stratagemmi, Tamburo di Kattrin e Teatro & Critica.
Il tema di questa collaborazione è l’ampliamento e la qualificazione , oltre al ruolo che storicamente svolge Eolo, dell’osservatorio di analisi critica e di restituzione dell’area creativa e culturale che in Italia si occupa prioritariamente della scena per le Nuove Generazioni.
Teatro Fra le Generazioni 2018 vuole replicare e qualificare l’esperienza attivata nella passata stagione e, oltre al lavoro di cronaca e dibattito che il festival offre, dare spazio al confronto su questi temi.


cinelli
RIDOTTO ORE 19:00
MANI D’OPERA
Di e con Claudio Cinelli

È lo spettacolo di teatro di figura più rappresentato negli ultimi 25 anni.
“traviata” è un divertissement per sole mani sull’Opera di Verdi. Traviata per la sua semplicità, ironia, poeticità e originalità, ha segnato in nuovo percorso sull’uso teatrale della mano dopo Sergej Obratzov. Traviata non è solo uno spettacolo di teatro di figura, è storia del teatro di figura.
Dell’opera di Verdi vengono rappresentati i più noti duetti; le sequenze rispettano la cronologia verdiana da cui si mutua la tensione e la logica rappresentativa. La dimensione ludica tuttavia, vuole abbassare costantemente il livello drammatico, per spostare l’attenzione sull’artificio. Le mani a volte possono tornare ad essere mani, semplicemente; le palline da ping pong, dal canto loro, si fanno strumenti di gioco e divertimento. E tuttavia proprio le mani vogliono trasformarsi in personaggi vivi, bionici; sono i cantanti dell’opera, che possono spodestare la psicologia e il mondo dei personaggi medesimi. E Traviata, trasformata sempre più in tragicommedia, finisce per essere lo spunto ironico (o comico) di una specie di autocoscienza dei nostri sentimenti.


biancaneve
SALA GRANDE/ STASERA PAGO IO (FTS ONLUS) ORE 21:00
BIANCANEVE, la vera storia
Scene, luci, testo e regia Michelangelo Campanale
Con Catia Caramia, Maria Pascale, Luigi Tagliente
Costumi Maria Pascale
assistente alla regia Serena Tondo
assistente di produzione Sandra Novellino
tecnici di scena Walter Mirabile e Carlo Quartararo
vincitore XXXVI Festival Nazionale del Teatro per i Ragazzi (Premio Padova 2017 – Amici di
Emanuele Luzzati)

Produzione CREST
Dai 5 anni

Le fiabe sono eterne e di tutti, ma nascono in luoghi precisi. Biancaneve, una delle fiabe più conosciute al mondo, nasce in Germania; le montagne innevate e le miniere profonde di quella terra ci allontanano dall’immaginario americano di Walt Disney, per ridarle la luce che le è propria.
Nel nostro spettacolo, l’ultimo dei sette nani diventa testimone dell’arrivo di una bambina coraggiosa, che preferisce la protezione del bosco sconosciuto allo sguardo, conosciuto ma cupo, di sua madre. Una madre che diventa matrigna, perché bruciata dall’invidia per la bellezza di una figlia che la vita chiama naturalmente a fiorire. Nel bosco Biancaneve aspetta come le pietre preziose che, pazienti, restano nel fondo delle miniere, fino a quando un giorno saranno portate alla luce e potranno risplendere di luce propria ai raggi del sole. Tutti i bambini conoscono già questa fiaba, il nostro spettacolo li vuole portare per mano “dietro le quinte” della storia, lì dove prendono forma e vita i personaggi, i loro sentimenti e le loro azioni, talvolta buoni e talvolta cattivi, quasi mai sempre buoni o sempre cattivi. Proprio come uno spettacolo: un po’ comico, un po’ emozionante; o come la vita che impariamo ad affrontare: un po’ dolce, un po’ irritante, un po’ divertente, un po’ inquietante, un po’. Continua con questo spettacolo il progetto che il Crest condivide con l’immaginario di Michelangelo Campanale, per raccontare ai ragazzi storie che riescano ad emozionarli davvero, senza edulcoranti e senza bugie, ma solo con grande rispetto della loro capacità di comprendere ed elaborare pensieri e opinioni in autonomia, semplicemente sulla strada della crescita.


Ore 23:00 “Tiriamo tardi definitivamente!”