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chagall_promenadeAGNESE
DOLCE
AGNESE
12 luglio 2013, ore 21.00Lo spettacolo, è l’esito di un percorso formativo teatrale, ma non solo, realizzato dalle operatrici teatrali Maria Teresa Delogu e Rossella Parrucci di Giallo Mare Minimal Teatro con il sostegno della Regione Toscana all’interno del progetto regionale Teatro-  Carcere, e dal Liceo delle Scienze Umane ISIS “Il Pontormo” di Empoli.
In questo progetto sono state coinvolte due importanti istituzioni presenti nel tessuto cittadino: la Scuola Superiore e il Carcere Femminile; entrambi i soggetti hanno la caratteristica di “prestarsi” particolarmente ad un lavoro come questo: infatti la Scuola Superiore che si è impegnata in questo percorso è il Liceo Delle Scienze Umane ISIS “Il Pontormo”, di Empoli, in cui gli studenti sono prevalentemente ragazze, e il Carcere femminile ospita donne detenute provenienti dalle più svariate culture e diverse per età, storie e percorsi.
Le donne, l’identità di genere: la distanza fra stereotipi assegnati dalla società e dai media e le donne reali; la contraddizione anche violenta che scaturisce nell’impossibilità di dialogo fra i generi maschile e femminile, che spesso sfocia in un esito mortale; il corpo delle donne così come è ed è stato veicolato dall’intrattenimento televisivo… questi i temi che “Agnese dolce Agnese” va a toccare, senza avere la pretesa di farlo in modo esaustivo, ma centrando un punto essenziale: se l’elaborazione di una problematica presente nella società- e quella della percezione e del ruolo delle donne sembra essere più centrale che mai- non viene affrontata collettivamente, resta un problema al margine, destinato ad interessare una qualche minoranza di sensibili a questi temi.
Il teatro in carcere rappresenta uno dei punti di impegno che la Compagnia rivolge al teatro delle comunità, intendendo con questo non solo ciò che si può sviluppare nell’angusta area del disagio, ma in una più ampia visione del teatro come strumento espressivo e di crescita delle comunità che abitano, animano e contraddistinguono un territorio.
Nel nostro percorso abbiamo fortemente privilegiato una linea d’intervento che mettesse le detenute sempre al centro del loro narrare ed agire, per mezzo di una pedagogia teatrale finalizzata a dare, ai soggetti coinvolti, dignità artistica e comunicativa.
ESPERIENZE,PRODUZIONI, SPETTACOLI
L’inizio del nostro lavoro con il Carcere di Empoli risale al 1996, quando ancora doveva avvenire la trasformazione in Casa a Custodia Attenuata Femminile.
Con le detenute il primo impegno risale al Luglio 1998, con ‘LE VOCI DI DENTRO’, una installazione per attore e video presente al Festival ‘Multiscena – I colori della Scena’.
Sono stati svolti, durante il percorso, alcuni incontri in cui le studentesse e le detenute hanno discusso insieme dei temi che il ruolo e la rappresentazione della donna sollecitano, insieme è stata realizzata la visione del Video “Il corpo delle donne” di L. Zanardo che come un sasso nello stagno riaccese l’attenzione sull’inquietante mercificazione e strumentalizzazione delle donne nella tv d’intrattenimento, dandoci anche la sveglia rispetto a diritti e dignità che si erano creduti acquisiti per sempre durante la stagione del femminismo, ma che invece sono tutti da difendere.
La commedia di Molière “La scuola delle mogli” è il testo teatrale che ottimamente si è prestato a fornire una rielaborazione in cui si sono potuti inserire i temi che nel corso dei laboratori teatrali (sia quello con il gruppo di studentesse del Liceo delle Scienze Umane “Il Pontormo”, sia quello con le detenute) si sono esplorati con maggiore interesse: nella commedia l’attempato Arnolfo, terrorizzato dalle “corna”, e credendosi più furbo di tutti, per realizzare un matrimonio perfetto che gli dia tutte le garanzie di prestigio sociale, “alleva” una bambina nella più perfetta ignoranza
Immagine 1e ingenuità, realizzando la facile equazione “più idiota è la donna, più è facile da dominare secondo i propri voleri”. Agnese, cresciuta senza poter nulla apprendere, senza potersi mai emancipare dalla sua condizione, resta invischiata come una mosca nella tela del ragno, nonostante vi sia anche un giovane, Orazio, che la corteggia, ma che a sua volta ama il suo bell’aspetto e, seppure in maniera più gradevole, approfitta della sua incolpevole ingenuità. La commedia di Molière poi si snoda verso una felice risoluzione di tutti gli equivoci e di tutti gli inganni… noi abbiamo pensato che la nostra Agnese avesse solo ormai un’unica possibilità prima di finire nella prigione di un matrimonio- galera: chiedere aiuto alle poche compagne che aveva avuto modo di frequentare quando era piccola, che oggi, cresciute e libere da tanti schemi imposti, sono tutte affermate – guarda caso- donne di spettacolo.