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LA FIABA DELLA PRINCIPESSA TURANDOT



turandotProduzione Giallo Mare Minimal Teatro
in collaborazione con il Centro Studi Musicali Ferruccio Busoni nel quadro delle Celebrazioni Busoniane nel centocinquantenario della nascita del compositore empolese.
Si ringrazia per l’amichevole collaborazione Rossana Gay e le bambine e i bambini del Laboratorio Teatrale Nuove Generazioni del Minimal Teatro
Con Carlo Salvador e Tommaso Taddei
Testo e regia Renzo Boldrini
drammaturgia musicale Claudio Proietti
Scenografia, luci, immagini, costumi Lucio Diana
elaborazioni musicali elettroacustiche Giovanna Bartolomei
registrazioni voci Roberto Bonfanti
computer design Ines Cattabriga
laboratorio scenotecnico Simone Gasparri
realizzazione costumi Massimo Poli – sartoria teatrale fiorentina
tecnici di compagnia Roberto Bonfanti _ Ines Cattabriga _ Simone Gasparri
la voce di Turandot è di Diletta Landi

Traendo ispirazione dalle molteplici versioni del personaggio Turandot e dalla sua vicenda in perenne viaggio e trasformazione, abbiamo liberamente creato una nuova storia che vuole evidenziare l’aspetto fiabesco della vicenda. Questa operazione si concretizza innanzitutto trasformando il personaggio di Adelma, che nel testo di Busoni è un ex principessa divenuta ancella di Turandot, e facendola diventare la nuova sposa del Re di Pechino e quindi matrigna di Turandot.
Come nella fiaba di Biancaneve, Adelma è in realtà una strega che però non gareggia con la sua figliastra per la bellezza, ma la utilizza come esca irresistibile per Re e Principi, per eliminarli e allargare trionfalmente il suo regno, l’impero del Drago di Pechino.
Turandot viene così trasfigurata in una versione orientale della Bella Addormentata in perenne attesa di un principe nobile e coraggioso che la svegli dall’incantesimo del quale è vittima sciogliendo il suo cuore trasformato dalla magia in ghiaccio. L’amore quindi come potente arma che ridà vera vita a Turandot e al suo regno, Pechino, perché torni a essere una città accogliente, un incrocio di persone, colori, storie e musiche. Missione di liberazione che trova il suo eroe in Calaf, un re spodestato e cacciato dal suo regno, costretto a viaggiare per le strade del mondo dove fortifica le sue virtù. Proprio grazie alla sua generosità, straniera in una Pechino ostile e cupa, Calaf riesce a risolvere i fatali enigmi e a risvegliare dal funesto incantesimo Turandot, destinata a diventare sua sposa. Calaf nel suo peregrinare incontra e familiarizza con un formidabile fratello di viaggio, un personaggio in maschera, Arlecino, di madre toscana e padre di Pechino. Una maschera meticcia che da quella originale, Arlecchino, eredita la furbizia acuminata che gli permetterà di sconfiggere Adelma, la Regina-Strega di Pechino. La fratellanza fra un re ormai esule e Arlecino, un vero e proprio cittadino del mondo, serve in questa nuova edizione della storia a rafforzare maggiormente uno dei temi centrali che emerge in tutte le versioni storiche di Turandot: l’incontro/scontro fra generi, identità, punti di vista, lingue e culture, fra quotidiano ed esotico, consueto e straniero. Tema antico ma quanto mai attuale anche fra i ragazzi che vivono un momento storico segnato da un mondo sempre più globalizzato e caratterizzato da una sempre più profonda trasformazione interculturale.

Età consigliata: dai 6 anni
Tecnica utilizzata: attore e computer graphic

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